Fe, un aneddoto per sorridere.

Scrivendo, e consegnando il manufatto al destinatario, possono accadere incomprensioni.

In questa pagina vorrei esporre quanto mi è accaduto con una persona, per l’esattezza un personaggio che pensavo dotato di un bagaglio culturale adeguato ed invece…; ma prima di narrare l’accaduto una premessa: quando il componimento è riferito ad una donna, prima di consegnarlo lo faccio leggere a moglie e figlio (la figlia è troppo piccola per percepire eventuali sfumature). Chiedo la loro opinione per evitare d’avere involontariamente inserito frasi che possano dare ad intendere sentimenti o desideri diversi da quelli che voglio realmente esprimere, per evitare spiacevoli incomprensioni.

Avuta l’approvazione del “Comitato di Lettura” passo alla trascrizione su carta, effettuata rigorosamente con penna stilografica, ed al recapito brevi mano o per posta. Firmo sempre quanto recapito.

Il brano, inviato ad una donna della quale per cavalleria non posso rivelare il nome, e che visto il comportamento che non riesco a definire, è stato causa d’incomprensione ed accuse di chissà quali secondi fini.

Mi ha chiesto a cosa mirassi, perchè lei era felicemente sposata. Non voglio tediare con altre corbellerie. Sono rimasto basito ed ho poi cercato di spiegare il significato del testo, senza evidente successo!

Per evitare qualsiasi collegamento ho dovuto cambiare il titolo, mi farebbe piacere sapere sapere se anche tu trovi che la composizione possa essere foriera di secondi fini oltre al significato palese. Forse, col passare degli anni, si travisano le cose affinché si trovino delle attenzioni che il tempo ha fatto sfiorire.

Fe

Sorriso accogliente, fin troppo cortese
Sinuosa tra specchi, tra luci ed umori
Due lame negli occhi avanzan pretese
Lasciano al palo arcani timori.

Poi l’altro lato, nascosto dagli occhi
Nessuno lo scorga davanti allo schermo
Soffice tatto in quello che tocchi
Un debole lato, motivo di scherno.

Cosí tutta un pezzo ti mostri alla gente
Il guardo di niuno dischiuda le cave
Il passo pagato per esser suadente
Nessune le veda le botte da clave.

Sol se ti muovi lontano dai fari
Scappa uno sprazzo del mondo interiore
Lasci la coffa e cheta nei mari
Sorridi ai nessuno, nessuno è inferiore

Ed io che t’ho vista da dietro lo specchio
Per nulla colpito da luci e colore
Non posso scordarti piegata sul vecchio
Gli allacci le scarpe con tanto calore

Eventuali commenti possono essere inviati alla mail: conparolenostre@libero.it

Nota: mi spiace non permettere commenti ma, occorrerebbe troppo tempo per verificare puntualmente quanto contenuto nei commenti, pertanto una scelta obbligata l’optare per le mails