La trama di sOUNDTRACK: lOVE

 

Sara Minelli ha un solo grande sogno: diventare una famosa rockstar con il suo gruppo, le Black Cat, partecipando al Brand New Contest, gara tra band con un contratto discografico in palio.

La strada per il successo è però tutta in salita: la famiglia non vede di buon occhio i “sogni strambi” della figlia e a scuola è presa di mira da un gruppetto di ragazze super griffate, le Miss Mononeurone, e dal professor Mariani, insegnante di matematica che vessa Sara con continue interrogazioni e insufficienze.

La vita di Sara sembra peggiorare quando incontra Prinz, un ragazzo sbandato che fa capo ad un gruppo di teppisti. Odio, amore, speranza e sogni infranti sono gli ingredienti di questo incontro, due note apparentemente lontane ma che producono in realtà lo stesso suono.

 

“Soundtrack: Love”sono rispettivamente il nome della saga e del romanzo; il titolo di ogni capitolo rimanda a una canzone il cui testo o musica ne ha ispirato il contenuto. Green Day, Avril Lavigne, All American Reject, Ligabue, U2 e tanti altri sono gli ingredienti di questa "compilation" e il risultato è una “Colonna Sonora dell'Amore” da cui il titolo “Soundtrack: Love”.

 

L'incipit:

 
Il ragazzo smise immediatamente di ridere e fece cenno con la mano agli altri di fare silenzio. Uno sguardo cupo e carico di rabbia attraversò il suo volto e lentamente iniziò ad avanzare verso di me. Le mie amiche fecero un passo indietro, spaventate dall'improvviso cambio di atteggiamento del ragazzo mentre io continuavo a starmene ferma in quel punto cercando di dimostrarmi forte. Anche se dentro tremavo, fuori dovevo dimostrargli che non mi faceva paura. Il ragazzo si fermò a pochi centimetri da me: i capelli e la poca luce che arrivava dai lampioni mi impediva di vedere alla perfezione il suo viso. Solo i suoi occhi, anche se parzialmente coperti da qualche ciuffo, erano abbastanza visibili.
- Sara smettila, torniamo a casa. - mi implorò Marika quasi in un sussurro.
- Sei in cerca di disgrazie? Perché non dai retta alle tue amichette? - mi disse in tono minaccioso indicando con un cenno della testa Marika e Irene.
- Me ne andrò quando mi avrai chiesto scusa per aver fatto cadere me e la chitarra - gli risposi guardandolo fisso negli occhi per nulla intimorita dalla differenza di altezza di almeno venti centimetri. Anche lui continuava ad osservarmi tentando di imporre la sua superiorità con lo sguardo ma io non mostravo il minimo gesto di sottomissione.
- Chi cazzo credi di essere? - domandò seccato.
- Qualcuno più intelligente di te. - gli risposi. Nei suoi occhi passò di nuovo un lampo di rabbia. Ci fu un attimo di silenzio.
- Sto aspettando. - esclamai incrociando le braccia spazientita. Il ragazzo mi lanciò uno sguardo dall'alto al basso e poi girandosi verso i suoi compagni, gridò:
- Andiamo ragazzi, non vale la pena sporcarsi le mani con queste bimbette delle medie -
Fui presa dall'istinto omicida: una cosa che non sopportavo era quando qualcuno mi dava della bimbetta e se avessi potuto, lo avrei strozzato con le mie mani.
- Non chiamarmi bimbetta - gli gridai con le mani chiuse a pugno lungo i fianchi - non sono una poppante! -
- Ah si? A me non sembra. - mi disse sbeffeggiandomi con arroganza.
- Non ti conviene scherzare con me! - gridai.
Il ragazzo mi guardò con espressione curiosa e perplessa poi si girò e tornò dai suoi compagni, incurante di quello che avevo detto.
- Chiedimi scusa. Subito - gli gridai muovendo qualche passo avanti per inseguirlo.
- Dai Sara, basta! Finiscila, andiamo! - continuò a implorarmi Irene, prendendomi per un braccio e trascinandomi indietro.
Il ragazzo si voltò e gridò innervosito:
- Non spreco il mio fiato con una ragazzina come te! -
Quelle parole erano piene di odio tanto che mi lasciarono ammutolita per una frazione di secondo. Il ragazzo si girò di nuovo e si avviò in compagnia degli altri, ridendo e scimmiottando le mie parole.
Dovetti prenderla persa ma gliela avrei fatta pagare se lo avessi rivisto.

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