L'ipnotista - Lars Kepler
Recensioni
Il romanzo indubbiamente prende, è avvincente, curioso. Ha una serie di sottotrame che poi prendono il sopravvento sulla trama, seguendo comunque quelli che suppongo fossero i piani degli autori (sono 2, marito e moglie) fin dall’inizio.
Molto lungo ma comunque gradevole, come quasi tutti i thriller che superano le 300 pagine ha almeno una cinquantina di pagine di troppo (a essere generosi). Il romanzo è autoconclusivo, cosa che già impenna di molto il mio gradimento nei confronti dell’opera. Gli autori seguiranno (credo) l’esempio della Cornwell, e porteranno avanti i loro lavori costruendo trame autoconclusive sullo stesso personaggio: l’ispettore Joona Linna (E’ già da qualche mese in commercio il nuovo romanzo, me lo procurerò).
La storia ha inizio con il ricovero ospedaliero del giovane Joseph Ek, miracolosamente sopravvissuto alla violentissima strage compiuta ai danni della sua famiglia. Il cadavere dilaniato del padre è stato trovato sul luogo del lavoro mentre, a casa di Joseph, la sorellina veniva torturata fino a tagliare il suo corpicino a metà e la madre subiva orribili ferite da taglio alle quali non sopravvive. Dal bagno di sangue si salva Joseph che comunque è in gravi condizione e incosciente.
Ad aiutare Joona nelle indagini viene interpellato Erik, psicologo e ipnotista. Proprio grazie all’ipnosi si scopre fin da subito che la strage ha un risvolto agghiacciante, che però preferisco non spoilerare. Joona parte alla ricerca della sorella maggiore di Joseph che potrebbe essere la prossima vittima del killer.
A complicare un caso già di per sé angosciante ci si mette il rapimento del figlio di Erik, Benjamin, che come da manuale del perfetto scrittore di thriller è gravemente malato.
In breve Joona ed Erik giungono alla conclusione che il bandolo della matassa di parte dei misteri potrebbe risiedere nel passato da ipnotista di Erik, che viene raccontato in un lungo flash back (forse la parte più intrigante dell’intero libro).
La lettura è piacevole anche se potrebbe essere più scorrevole: le lunghe descrizioni e gli indizi “inutili” sparsi qua e là appesantiscono una trama già affollata di avvenimenti.
Buona l’idea, ottimo il marketing, migliorabile lo stile.
Nel complesso un romanzo che non vuole insegnarci nulla, che non ha messaggi nascosti ma che si può consigliare come piacevole diversivo senza rischiare di fare brutta figura.
VOTO: 7,5 (quasi 8, ma per salire attendo il nuovo romanzo).

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