I Promessi Vampiri
Recensioni
Avevo promesso che mi sarei tenuta lontana dalle figliazioni di Twilight ma il mio fioretto è venuto meno quando una mia cara amica mi ha regalato un romanzo che definirei scontato e singolare allo stesso tempo: i Promessi vampiri di Beth Fantaskey.
A essere sincera, se fosse stato per me non lo avrei mai comprato e mi sono quindi avventurata nella lettura con un po' di scetticismo già a partire dal titolo.
Beh, dopo poche pagine mi sono ricreduta.
Il romanzo è ambientato in uno stato degli Usa ai giorni nostri, la protagonista è la studentessa Jessica Packwood, appena trasferitasi nella nuova scuola e il vampiro di turno è l'aristocratico Lucius Vladescu dalla Romania. Fin qui nulla di nuovo, anzi sembra la copia di Twilight, sia per scelta dei soggetti che ambientazione.
Cos'ha di diverso questo libro? Prima di tutto proprio i protagonisti: Jessica infatti non è un essere umano ma un vampiro, ultima discendente della nobile casata dei Dragomir, da sempre nemici dei Vladescu; l'arrivo di Lucius nella vita della ragazza coincide con il momento in cui le vengono rivelate queste verità e la nomina sua promessa sposa: per portare la pace nel paese, le due famiglie hanno infatti deciso di stringere un patto che sarà esaudito in occasione delle nozze tra i due giovani vampiri. Jessica all'inizio non crede né all'esistenza di queste creature tanto meno a ciò che Lucius le ha rivelato sulla sua vera identità e non fa altro che prenderlo in giro.
Con il procedere della storia, fatti sempre più particolari si manifestano, il rapporto tra i due neo fidanzatini si fa sempre più vero e a Jessica non resta che calarsi nei panni della vampira, accettando così il suo destino.
La particolarità di questa storia è che sin dalle prime pagine, sembra di leggere una sorta di parodia di Twilight: Jessica non sopporta Lucius, il quale invece tenta ogni carta per avvicinarsi alla ragazza; ci sono diversi riferimenti sessuali (la Meyer non avrebbe mai osato metterli!) e le situazioni sono piene di battute e descritte con una sorta di ironia e sbeffeggio, a differenza dell'aurea platonica che ricopre invece i dialoghi e le situazioni della ben più celebre saga.
Due punti sono da bollino rosso: il finale che cade un po' nel banale e sembra scritto di fretta, nonostante la pompa magna dei capitoli che lo precedono; l'altro punto negativo è la figura stessa del vampiro che in certe situazioni è utilizzata più come un pretesto per attirare il lettore a comprare il libro piuttosto che ai fini della trama. Questi vampiri non temono la luce del sole, mangiano qualsiasi cosa e hanno impulsi tipici degli esseri umani piuttosto che di essere sovrannaturali ( Anne Rice mi ha viziata troppo e faccio fatica ad accettare ciò che è diverso); la stessa trasformazione è un processo piuttosto singolare, che Jessica deve percorrere seguendo le “Istruzioni” riportate su una guida alla trasformazione.
Nella totalità è una lettura piacevole, scorrevole che consiglio se avete voglia di qualcosa di leggero e per farvi due risate.

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Commenti
Magari lo leggerà per togliermi ogni dubbio!