Intervista doppia: Viola Vitali e Virginia Cammarata

Interviste

Oggi spettegoliamo un po’ con due scrittrici, Viola Vitali e Virginia Cammarata, che hanno scritto un romanzo breve a 4 mani: Eleni. Mi pare quindi giusto fare un’intervista a due voci, dico bene? Allora partiamo con il chiedere a Virginia di scrivere tre righe su Viola e a Viola di scrivere tre righe su Virginia.

 

Virginia: tre righe? Non saranno troppe? Viola è un tipetto particolare, la si ama o la si odia. Io personalmente la amo, ma lei ancora non lo sa. Basti pensare che è sufficiente sentirla per tornare a sorridere. Va bene, troppo sdolcinata, tagliamo quest'ultima parte, eh!

 


 

Viola: tre righe per descrivere la mia collega non basteranno mai... Diciamo che Virginia è una bomba di energia, non sta mai un attimo ferma, né fisicamente, né neuronalmente. E' capace di lavorare a una dozzina di progetti letterari in contemporanea mentre mangia pane e nutella e scatta foto alla sua tartaruga, Giuggiola, anch'essa mia collega ormai!

 

 

Bene, ora che vi siete presentate, parliamo di Eleni. Mi risulta che al momento della stesura del romanzo voi due non abitaste proprio vicine, se non sbaglio non eravate nemmeno nella stessa città, giusto? Raccontateci come ve la siete cavata con quest’esperienza “a distanza”.

 

Virginia: al momento della stesura io stavo a Palermo e lei a Dakar. Ci siamo divise i capitoli da scrivere e ci aggiornavamo via chat. Io le avevo proposto di prendere un gommone e arrivare in Sicilia, ma a lei piace farla complicata...

 

Viola: appunto, io vivevo molto lontano non solo da Virginia, ma anche dall'Italia e anche volendo, come proponeva lei, col gommone non avrei superato il Marocco! L'esperienza della stesura a quattro mani via chat è stata, almeno per me, un motivo in più di impegno...

 

Trovo che il romanzo sia ben scritto (recensione qui *sarà un link ), ma almeno in apparenza l’editing non è stato granché curato. Potete dirci qualcosa al riguardo?

 

Virginia: trovare certi refusi di certo mi ha provocato mezzo infarto. Il problema è che nella stesura originale non c'erano. Dunque la spiegazione è semplice: l'editor si è congratulato con noi per l'eccellente lavoro, ma l'ira funesta per non aver dovuto correggere niente ha fatto sì che inserisse refusi di testa sua...

 

Viola: per riscrivere e ricorreggere pagine e pagine intere del nostro libretto Virginia ci ha investito tempo e anima, ma appunto l'editor forse ci ha investito solo un'occhiata e davvero poco amore. Ed è un peccato, perchè la mia cara collega aveva fatto un lavoro perfetto.

 

Parliamo del finale, cercando di non svelarlo: non è certo il genere di finale che ci si aspetterebbe nel corso della lettura. Era tutto calcolato fin da subito, o la gestazione è proseguita durante la stesura del romanzo per poi giungere al parto solo quando la trama era già scritta? Chi di voi ha scelto l’epilogo?

 

Virginia: una scaletta approssimativa c'era, ma era stata tracciata solo per la divisione dei capitoli. Al momento della stesura ognuna decideva che farne. A lavoro finito, lo mandava all'altra che leggeva, si aggiornava e inventava. L'epilogo è stata una mia idea, ovvio. La Viola è troppo buona per pensare come me.

 

Viola: la scaletta ce l'eravamo scritta fin dal primo giorno, e non abbiamo fatto altro che rinviarcela via mail tutte le volte che la modificavamo. All'epilogo che poi abbiamo dato per buono c'è arrivata Virginia, appunto. Io avrei chiuso il tutto senza di esso!

 

Parliamo del presente: cosa state facendo in questo periodo della vostra vita?

 

Virginia: Me la prendo comoda e lascio che l'arte mi scorra addosso. Detta alla Dawson's Creek : ho bisogno di ritrovare me stessa.

 

Viola: al momento ho dovuto abbandonare gli studi per andare a lavorare, ma in futuro spero di poter tornare all'università...

 

Parliamo del futuro: state covando altre idee letterarie (in coppia o singolarmente)? Ci potete anticipare qualcosa?

 

Virginia: lavoriamo bene insieme, ci si fa un mucchio di risate, quindi di sicuro scriveremo ancora qualcosa a quattro mani. In solitudine ho già diversi progetti in atto, in particolare un romanzo di fantascienza. Ma incrociamo le dita.

 

Viola: abbiamo buttato giù un paio di idee per continuare a scrivere insieme, ma per ora gli impegni sia dell'una che dell'altra ci stanno impedendo di andare avanti a passo spedito. Per quello che riguarda i miei progetti indipendenti per ora li ho messi da parte, ma continuo comunque a lavorarci.

 

V&V (sembra una marca di jeans), vi ringraziamo per la vostra cortese collaborazione e vi attendiamo nuovamente in questi lidi con le vostre future opere che saremo lieti di leggere e far conoscere. Se avete qualcosa da dire o da dirvi, questa è l’occasione, lasciamo ad ognuna di voi 4 righe a disposizione per farlo. A voi la parola. Pardon, la tastiera.

 

Virginia: quando mi si prefissa un limite per scrivere, vado in fibrillazione. E' stato un onore e un privilegio rispondere a queste domande. Ne approfitto di questo spazio per dire a Viola che ancora mi deve i soldi di iscrizione al concorso e che aspetto lei per cominciare la commedia teatrale.

 

Viola: innanzitutto ti ringrazio per quest'intervista, ma devo anche aggiungere che la signorina Virginia Cammarata ha affermato pochi minuti fa via chat (quindi ne ho le prove scritte) che non le devo rendere i soldi dell'iscrizione al concorso! yeah!

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