Vivisezione: perchè non funziona e perchè è praticata
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Lo so, ne ho già parlato.
Lo so, questo blog è letto da una decina di persone.
Lo so, non posso cambiare il mondo.
Eppure, per quanto insignificante e stridula possa apparire la mia voce nel web-mondo, io non starò zitta.
Arriva il Natale. Come dite? Mancano due mesi?
Beh non importa, le vetrine sono già natalizie, e presto anche i media ci faranno percepire l’avvicinarsi della festa.
E a Natale siamo tutti più buoni. Quindi: bisogna fare beneficenza!
A chi?
Ah beh, alla ricerca ovviamente.
Già, la ricerca.
Parola abusata.
A volte ci si illude di finanziare la ricerca, in realtà spesso si finanzia una fetta importantissima di vivisezione.
Quasi nessuno lo sa, quasi nessuno è disposto ad accettarlo e i fautori della “ricerca” si guardano bene dal dirlo ma…è così. Telethon e AIRC sono solo due delle tante associazioni che raccolgono denaro per finanziare la ricerca, e anche loro, come tanti, fanno vivisezione.
Questo è un dato di fatto, una volta che lo sapete siete liberi di decidere, ma dovete averne la consapevolezza.
Per quanto mi riguarda è un dato di fatto anche che la vivisezione è sbagliata, ma so che qui si possono sollevare un’infinità di questioni.
Le questioni non mi fanno paura perché anche se non ho tutte le risposte so dove andare a cercarle.
Bene, la ricerca, quindi.
La ricerca dovrebbe basarsi su un metodo scientifico.
Un metodo scientifico ha basi matematiche e statistiche.
Ora, affinchè due avvenimenti possano considerarsi correlati sarà necessario che questi avvengano assieme e nella stessa maniera nel 95% die casi, o no? O vogliamo accontentarci del 20%
Voi assumereste un anticoncezionale che vi protegge da una gravidanza nel 20% dei casi? Conosco ragazze che si fanno le pare lo 0,05% di possibilità, non oso immaginare cosa accadrebbe con un bell’80%.
Ma tutto sommato in questo il rischio è “solo” quello di una gravidanza inattesa, giusto?
Ma se invece di anticoncezionali parliamo di medicinali, magari salvavita, allora il rischio è ancora diverso.
Prendereste un farmaco che nell’80% dei casi non funzionerà? E se del restante 20% c’è addirittura un 50% di probabilità che il farmaco vi danneggi? E con “danneggi” intendo anche “uccida”.
Lo assumereste? No?
Beh, oserei dire che in un certo senso già accade.
La maggioranza della sperimentazione animale avviene sui roditori (topi, ratti ecc…). Perché? Perché il loro DNA è al 95% uguale al nostro.
L’avreste mai detto? Certo che è strano che una creatura così diversa da noi in realtà sia anche così simile, vero?
Che poi, questo 95%, è davvero così tanto? A volte una percentuale può essere fuorviante. Siamo composti da decine di migliaia di geni, quindi un 5% di decine di migliaia fa…fa troppo!
E fa troppo per il seguente motivo:
dopo la sperimentazione animale si rende comunque indispensabile anche quella umana, dato che su 100 prodotti che si sono rivelati innocui sui ratti ben 80 non verranno commercializzati MAI in quanto dannosi per l’uomo!
E se pensate che sia finita qui, vi sbagliate. Dopo aver superato la sperimentazione animale e umana accade frequentemente (nella metà dei casi, circa) che nel corso degli anni i medicinali vengano ritirati dal commercio in quanto…dannosi per l’uomo!
Ma va!
Com’è possibile?
Beh i motivi sono molti, ma uno è piuttosto lampante: ci sono patologie che richiedono anni prima di svilupparsi o di essere diagnosticate.
E i topi campano 2 o 3 anni…quindi come si possono riscontrare patologie con periodi di incubazione decennali in creature dalla vita così breve?
Non si può.
Riassumiamo:
sperimentiamo una quantità imprecisata di sostanze sugli animali. Da questa sperimentazione evinciamo che 100 sostanze non sono dannose. Queste 100 verranno sottoposte alla sperimentazione umana. 80 si riveleranno subito dannose per l’uomo (ma come? Il dna del ratto non era uguale al nostro per il 95%? Sì, ma 95 non è 100 e un uomo non è un ratto) e non saranno MAI messe in commercio. Le restanti 20 vanno sul mercato. Mediamente (così dice l’associazione dei medici statunitensi la cui rivista ufficiale è JAMA) il 50% di queste 20 si riveleranno comunque dannose per l’uomo. Quindi delle 100 sostanze che andavano bene sull’animale solo 10 resteranno sugli scaffali delle farmacie senza uccidere o danneggiare nessuno.
In tutta questa catena, sono stati spesi moltissimi soldi per la ricerca. Perché poi gli animali vengono nutriti (a meno che qualche scriteriato – ed è successo davvero – non decida di scoprire quanto dimagrisce un piccione prima di morire di fame), puliti e mantenuti in toto.
Gabbie, cibo, sostanze igieniche e gli stessi animali hanno un costo molto elevato.
La sperimentazione animale NON costa meno di quella in vitro, ma molto di più. Allora perché le aziende farmaceutiche non ammettono l’inutilità della vivisezione? Ne guadagnerebbero in termini di risparmio (gioco di parole).
Ecco cosa racconta il dott. Stefano Cagno alla conferenza sulla vivisezione di Scarmagno (TO, 23/06/11):
durante un incontro di discussione sulle leggi vivisezioniste il prof. Mamone Capria (matematico di Perugia) chiese come mai nessuno volesse rendersi conto che la sperimentazione animale è molto costosa e che alle imprese chimico farmaceutiche una sponsorizzazione di metodi alternativi avrebbe solo giovato. Gli fu risposto (dal presidente si Farmaindustria): “ Sei matto? Il calo del costo della ricerca comporterebbe un alto rischio di intromissione sul mercato da parte delle aziende asiatiche e nord africane!”.
Business. Soldi. Questa è la verità.
Quindi i nostri soldi finanziano la ricerca affinchè i costi restino alti. Poi va beh…si uccidono un paio di milioni di animali. Può anche capitare che qualcuno resti ucciso dai risultati della ricerca o che altri abbiano danni di vario tipo…ma se siamo fortunati qualcosa di buono salta fuori…nel 10% dei casi, ovviamente.
Ma cos’è tutto questo di fronte al rischio di un’azienda asiatica sul mercato? Non sia mai, eh?
Quindi, se pensate che la vita umana sia al di sopra di quella animale (opinione che rispetto ma che NON condivido) immagino supponiate sia anche al di sopra del denaro (ecco, questa la condivido).
Allora pensate bene a quello che finanziate.
Queste informazioni le ho tratte da i siti linkati sotto, cliccando troverete anche molte altre tristi realtà sulla vivisezione.
I link per il download sono:
www.lacincia.it/docs/pelo_contropelo_20111006.pdf<http://www.lacincia.it/
docs/pelo_contropelo_20111006.pdf> per il n. 4/2011
www.lacincia.it/docs/pelo_contropelo_suppl_20111006.pdf<http://www.lacinc
ia.it/docs/pelo_contropelo_suppl_20111006.pdf> per il supplemento
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