Normale non vuol dire giusto.
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Ci sono giorni in cui il mio essere animalista attiva mi pesa come un macigno. Giorni in cui mi sembra di portare dentro tutto il dolore del mondo. E quando poi rifletto, e mi rendo conto che no, tutto il dolore del mondo va ben oltre quello che credo di provare, allora mi sento ancora più annientata e frustrata e arrabbiata.
Questo è uno di quei giorni.
Sono talmente convinta di quello in cui credo, di quello che faccio e di quello che dico che non riesco più a capacitarmi di come tanti altri non condividano.
I fatti.
C'è un cane dannatamente triste. E' a catena. Il cibo non gli manca. Botte non ne prende. Però le prime due cose restano: catena e tristezza. Due cose che insieme scatenano una serie di chiarissimi segnali di stress da detenzione, che di norma sono visibili in cani di canile e non in cani che hanno una casa e una famiglia. Ma tant'è.
Ne ho parlato con una persona che non solo stimo, ma che rispetto e a cui voglio molto bene.
Ho spiegato che dovrò fare qualcosa per quel cane, anche se non so ancora bene cosa.
Mi è stato detto: "io non andrei a rompere i coglioni in casa degli altri".
Rompere i coglioni quindi. E' questo che faccio?
Allora io mi chiedo: quando una persona avverte i carabinieri che il vicino di casa sta ammazzando la moglie rompe i coglioni?
Quando una persona interrompe una donna che prende a calci il figlio rompe i coglioni?
Quando un poliziotto seda una rissa rompe i coglioni?
No?
Allora perchè io sì?
Perchè se io intervengo in nome di un animale rompo i coglioni?
Mi è stato anche detto: "Non va bene andare a casa della gente a indottrinarla".
Indottrinarla, quindi.
Come se andassi lì a dirgli come devono pulire i pavimenti.
Ma io vado lì a dirgli che stanno uccidendo di noia e tristezza il loro cane, non li sto indottrinando.
Mi è stato chiesto: "ma lo picchiano?"
No, non lo picchiano.
"Quindi non lo maltrattano".
Ora io mi chiedo, se non picchi tuo figlio ma lo leghi con una catena al termosifone lo stai maltrattando? Se non picchi tua moglie ma la chiudi tutte le notti in una botola la stai maltrattando? Se non picchi il tuo anziano padre ma lo lasci a marcire nella sua merda e nel suo piscio tra le lenzuola lo stai maltrattando?
E infine: se ti giri dall'altra parte quando vedi qualcuno che commette un crimine, non sei forse suo complice?
Sì, sei complice.
Quindi se per non essere anch'io parte di quelli che maltrattano gli animali devo indottrinare e rompere i coglioni a casa degli altri, lo farò.
Ciò nonostante io so che basterebbe molto meno.
Portarsi dentro il dolore del mondo sarebbe superfluo, se ognuno si limitasse a trattare bene i propri cari, siano essi umani o animali. Non ci sarebbe bisogno di nessuno che "indottrina e rompe i coglioni".
Ma c'è gente cattiva o indifferente alla sorte della vita altrui. Perchè è NORMALE che accadano certe cose. Che un cane stia a catena. Che non sia felice.
NORMALE.
E' normale che in Africa la gente muoia di fame?
NORMALE è una cosa.
Ma GIUSTO...beh non sempre quel che è normale è anche giusto. E non sempre quel che è giusto è normale.
Sapete cosa NON è giusto?
Girarsi dall'altra parte.
Un animale non è un oggetto.
Non è sufficiente trattare bene il proprio cane. Quello è il minimo indispensabile per essere considerata una persona quantomeno sensibile.
Ma per essere rispettabile non tanto agli occhi del mondo quando dinnanzi al nostro stesso specchio, bisogna ricordarsi che le nostre responsabilità ci seguono anche fuori dalla porta di casa. Ci seguono ovunque. Anche in casa altrui.
Se sei nel giusto, non puoi rompere i coglioni.
Il romanzo di Jessica
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Commenti
Tu "GIULIA" fai quello che ti pare e che senti giusto fare...
PS: stiamo calmi !!! :)
Fregarsene per non dare fastidio non è sensibilità, è essere complici. E, sì, a far notare le cose che non vanno si dà fastidio, si è dei rompi coglioni. Ma se si fa la cosa giusta occorre andare avanti e fregarsene.
Quante volte mi è stato detto quando andavo a tenere lontano dalla strada i cani dei vicini usciti da un buco della rete e poi avvisarli di quanto successo, di farmi gli affari miei perché quei cani non mi appartenevano, che dovevano essere i loro proprietari a occuparsene. E tutte le volte non ho ascoltato, perché ho visto troppi animali soffrire e morire per la strada. Detesto la sofferenza, non posso eliminarla, ma se nel momento in cui ci sono possono evitarla, allora lo faccio, perché gli animali sono esseri viventi e vivono e soffrono come noi, sia nel fisico sia nello spirito. Sì, anche loro ce l'hanno, anche se molti presuntuosi ritengono che solo l'uomo sia detentore di questo elemento.
M.T.: questa cosa che "i cani non ti appartengono" la dicono sempre tutti, ma è la cosa più orribile del mondo. Come si fa a dirti una cosa del genere? La moglie per caso ti appartiene? E i figli ti appartengono? Un cane non ti appartiene, non è un oggetto. E continua a salvare i cani dei vicini, grazie :)
Sì, occorre vigilare non solo sui cani, ma anche sugli altri animali, domestici e non.
Vige la mentalità del possesso, ma se ci si pensa bene, che cosa si possiede realmente? Se si osserva, solo le scelte, ciò che si decide di fare o non fare.